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La parrocchia
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    LA STORIA


    Ancora oggi, a Robegano si arriva non seguendo la tradizionale tabella stradale blu, che segnala il verso da seguire per raggiungere una determinata località, ma seguendo le tabelle di colore marrone del santuario della Beata Vergine delle Grazie, indicatrici di località significative e di particolare importanza artistica, storica e religiosa.
    Diversi autori hanno già scritto, dal Settecento fino ai giorni nostri, interventi sulle vicende storiche e religiose riguardanti le apparizioni ed i miracoli della Vergine.
    Nel 1761 ha pubblicato i suoi studi lo storico veneziano Flaminio Corner (o Cornaro, 1693-1778), nel 1803 fu la volta di Padre Domenico Maria Federici (1739-1808), e nel 1869 di Pietro Panciera (1804-1871). Più importanti furono le memorie raccolte da Francesco Scipione Giuliano Fapanni (1810-1894). Verso la fine del secolo, nel 1897, mons. Giovanni Milanese (1834-1909), commentò i due quadri celebrativi del miracolo di Costantina dipinti da Lodovico Mayer e donati alla chiesa di Robegano da don Nicolò Milanese.
    Negli stessi anni mons. Carlo Agnoletti (1845-1913) dava alle stampe la sua opera più importante, Treviso e le sue pievi, fra il 1897 ed il 1898, ma altri suoi interventi storici furono il Culto di Maria Vergine e Madre nella diocesi Trivigiana (1884) e L’ordine ed il culto di M. V. Carmelitana nella diocesi di Treviso (1896).
    Don Giuseppe Barichello (1857-1932), il parroco di Robegano in quel tempo, sembra essere l’autore di un libretto di canti, stampato nel 1909, e lo stesso Barichello si è ripetuto nel 1925 con Un sunto dei fatti di rilievo della parrocchia dal 1600 al 1925: la cronologia di don Giuseppe Barichello (1857-1932).
    Un quarto di secolo dopo, nel 1934, don Luigi Semenzato e don Aldo Dalla Villa colsero l’occasione offerta dal 400° anniversario dell’apparizione per stampare un volumetto di storia, devozione, arte e preghiera; un anno dopo, nel 1935, il prof. Eugenio Bacchion stese alcuni interessanti appunti, seguito da don Mario Stocco nel 1940.
    In occasione del bimillenario di Maria Santissima, Pietro Marcello Candeo ha descritto nel 1987 i santuari mariani della diocesi di Treviso, dedicando ampio spazio anche a quello di Robegano.
    Negli Anni Novanta del sec. XX, e precisamente nel 1994, Fabio Bello ha curato il volume Robegano, il più completo e multidimensionale apparso finora sull’argomento, nel quale appare anche un mio contributo.
    Contemporaneamente alla Riforma protestante, in moltissimi luoghi cominciò ad apparire la Madonna: è un fenomeno che fu interpretato come intervento diretto del soprannaturale per confortare i credenti e confermarli nella fede dei padri.
    Anche a Robegano ebbe luogo un’apparizione il 14 aprile 1534 sul sagrato della chiesa e la tradizione chiama Costantina la fanciulla miracolata, una piccola storpia di 13-15 anni.
    L’immagine miracolosa fu portata nella chiesa, ma ritornò nel luogo del tabernacolo primitivo.
    Si pensò subito a costruire un santuario ex novo il 13 settembre 1534, come è ricordato nella lapide del 30 agosto 1567.
    Il 24 marzo 1603, 69 anni dopo l’apparizione, venne portato a termine il santuario.
    Nel 1611 Robegano si staccò dalla pieve di Martellago e diventò parrocchia autonoma, intitolata non solo alla Beata Vergine delle Grazie, ma anche a San Giacomo Maggiore e a San Cristoforo, patroni dei pellegrini. Nello stesso anno fu demolita la vecchia chiesa.
    Nel 1634 viene celebrato con grande concorso di popolo il primo centenario dell’apparizione.
    Del 1690 è la costruzione dell’attuale altare in stile barocco.
    Il 12 settembre 1707 mons. Giuseppe Maria Bottari vescovo di Pola consacrò la chiesa.
    Nel 1782 Mons. Paolo Francesco Giustiniani, vescovo di Treviso, “decorò” col titolo di arcipretale la chiesa di Robegano.
    Nel 1853 correva voce che la Madonna di Robegano piangesse, ma il Fapanni fece notare che “la primavera 1853 fu assai piovosa ed umida: in quell’anno trasudavano i muri; forse trasudò anche quello”.
    Tre anni più tardi, nel 1856, don Angelo Morandi fece costruire la facciata della chiesa, in stile rinascimentale, modellata in cotto.
    Il 13 giugno 1857 verso sera cadde un fulmine sul campanile che rovesciò la statua della Madonna, posta sulla sommità della pigna: caduta a terra, si infranse.
    Nel 1863 don Giuseppe Zambon fece collocare l’organo nuovo, costruito dalla ditta erede dell’esperienza callidiana, la Bazzani di Venezia.
    Nel 1874 fu celebrato il terzo Centenario dell’apparizione, dato che non si era potuto cogliere l’errore commesso dal Corner. Celebrò il semipontificale il vescovo di Treviso mons. Zinelli ed il parroco di Salzano, don Giuseppe Sarto. Il Sarto a Robegano era di casa, sia per l’amicizia di lunga data col cappellano Bortignon che col parroco don Giuseppe Zambon, sia perché responsabile delle scuole comunali, sia perché ricercato oratore.
    Nel 1881 Leone XIII con Breve datato 24 maggio accordò all’altare il privilegio per tutti i celebranti in perpetuo.
    Durante il biennio 1883-85 don Giuseppe Zambon ampliò la chiesa, aggiungendole cappelle sul lato sinistro: la cappella della Madonna fu disegnata dall’ing. Pietro Saccardo, responsabile della basilica di S. Marco a Venezia, e costruita dai fratelli Scattolin di Salzano.
    Fra il 1896 ed il 1897 Ludovico Mayer dipinse due quadri sul miracolo e mons. Milanese illustrò il loro significato.
    Nel 1899 don Giuseppe Barichello ampliò la chiesa aggiungendo cappelle sul lato destro, costruì una sacrestia sul lato sud ed ampliò il piazzale antistante al sacro edificio.
    Poco prima della sua morte, nel 1903 mons. Giuseppe Apollonio, vescovo di Treviso, celebrò il III centenario della costruzione del santuario.
    Il 12 settembre 1907 avvenne la celebrazione del II centenario della consacrazione del santuario.
    Nell’anno del giubileo sacerdotale del papa Pio X e del 50° anniversario delle apparizioni di Lourdes, dal 27 aprile al 10 maggio 1908 i paesi circonvicini si alternarono a celebrare pellegrinaggi al Santuario di Robegano per onorare la Madonna: si stima che circa 28.000 persone vi siano confluite.
    Nel 1909 apparve il libretto dei Canti alla Beata Vergine delle Grazie di Robegano: anonimo, ma forse di don Barichello, abile verseggiatore.
    Il 25 marzo 1922 avvenne l’incoronazione della Beata Vergine delle Grazie di Robegano con l’intervento di mons. Andrea Giacinto Longhin.
    Tre anni dopo, nel 1925, i fratelli Scattolin costruirono la cupola interna ed esterna.
    In occasione del XV centenario del Concilio di Efeso, nel 1931 si tenne a Robegano il Congresso Foraniale Mariano.
    Nell’Anno santo della Redenzione 1933 si volle “celebrare il Figlio onorando la Madre”.
    Esso fu il preludio della celebrazione del IV centenario dell’apparizione nel 1934.
    Nel mese di maggio 1980 fu ristampato un libretto storico scritto nel 1934, con presentazione di mons. Antonio Mistrorigo, datata 25 marzo 1980.
    Seguirono a ruota il 450° anniversario dell’apparizione (1984) e nel 1996-97 la celebrazione del centenario dei due quadri del Mayer, con particolare attenzione anche agli aspetti devozionali ed alle cartoline.
    Di grande interesse sono i “santini” e le preghiere: molti robeganesi li tengono nel portafoglio e più di qualcuno di essi se li è portati anche nelle guerre alle quali ha partecipato.
    Le date sono sempre fonte di preparazione e di ispirazione, perché sono momenti di grazia culturale e spirituale. E’ stato celebrato il 400° anniversario della costruzione del santuario e della collocazione in esso del capitello, quest’anno (2007) celebriamo il 3° centenario della consacrazione e dedicazione della chiesa, nel 2011 il 400° anniversario della fondazione della parrocchia e, auguriamoci tutti di celebrarlo! Nel 2034 si celebrerà il 500° anniversario dell’apparizione.
    Ma c’è anche un altro grande che ha operato a beneficio delle parrocchie di Salzano e di Robegano in questo comune di Salzano: è San Giuseppe Sarto, S. Pio X, parroco di Salzano dal 1867 al 1875, che a Robegano tenne famosi panegirici sulla Madonna, e fu direttore e sopraintendente delle scuole comunali.
    Quirino Bortolato

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